“Di Attaccapanni, Posaceneri e altre sciocchezze”

In seguito ai primi mesi di lezione del nuovo anno accademico, in particolare al Teaching Hub, abbiamo stilato un elenco di richieste e dei problemi che ci sono stati segnalati da molti degli studenti del Campus di Forlì. Abbiamo quindi inoltrato una mail ai responsabili del Campus di Forlì.

Ci auguriamo che le segnalazioni vengano prese in considerazione nel più rapido tempo possibile, come successo per cestini e posaceneri al Teaching Hub. Abbiamo incontrato alcuni responsabili e appreso che molte delle altre richieste sono già “sotto esame”. Ringraziamo l’amministrazione del campus per la disponibilità e la collaborazione con i rappresentanti degli studenti.

Di seguito le segnalazioni che ci avete inviato che abbiamo inoltrato (in ordine casuale):

1. La necessità di avere attacapanni nelle aule e nei corridoi del Campus

2. La necessità di scanner nei locali del Laboratorio informatico di Ateneo.

3. La possibilità di dotare il piano terra del Teaching Hub di un maggior numero di sedie e panchine, e qualora possibile, tavoli. L’idea alla base di questa richiesta è di renderlo uno spazio di incontro e non solo di passaggio.

4. La possibilità di dotare il viale d’accesso al Teaching Hub di rastrelliere per biciclette.

5. Dotare l’entrata del Teaching Hub con posaceneri e con un maggior numero di cestini per i rifiuti.

6. La possibilità di dotare le aule di ricreazione della sede di Ingegneria e Scienze Politiche di microonde e la possibilità di avere un distributore di frutta sito al piano terra della nuova struttura Teaching Hub, visti i problemi legati alla mancanza di una mensa. (Queste richieste ci sono arrivate probabilmente poiché molti studenti non usufruiscono dei buoni pasto e talvolta non vi è tempo di uscire dalla struttura tra le lezioni).

7. Installare almeno una bacheca all’interno del Teaching Hub per favorire la comunicazione tra la rappresentanza studentesca e gli studenti che frequentano la struttura. (A volta i siti dei CdL non sono aggiornati e molti studenti si sono chiesti come fare a contattare i loro rappresentanti).

8. Maggiore ricambio d’aria al Teaching Hub. Risulta agli studenti che nell’aula 12 del Teaching Hub, al terzo piano, vi siano problemi legati al mancato ricambio giornaliero dell’aria.

9. “Troppo caldo”. I riscaldamenti di numerose strutture continuano – come già segnalato in passato dai rappresentanti – a riscaldare eccessivamente i locali, sprecare energie e peggiorare notevolmente la qualità di lavoro e studio negli ambienti interessati ( Teaching Hub: aula 3; stabile Morgagni, Biblioteca Ruffilli).

 

Per dubbi, reclami, proposte o idee scrivici a interassociativo@gmail.com oppure (i)scrivi(ti) su S.O.S. #campusforlì, il gruppo per le segnalazioni su facebook. Ci trovi anche su FB come Interassociativo Forlì e su twitter come @interass.

I rappresentanti Interassociativo.

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Incontri utili

La settimana scorsa si è tenuto un incontro sul tema della vita studentesca e del centro storico di Forlì, organizzato dalla Vice Sindaco Zanetti, dall’Assessore alle Politiche Giovanili Giovannetti e dalla dirigente servizio politiche culturali, giovanili e sportive. Erano presenti varie associazioni studentesche/gruppi di Forlì, anche se non tutte.

Sono state presentante alcune idee volte a stimolare e coinvolgere gli studenti universitari nella vita cittadina, come un abbonamento ad hoc per il teatro Diego Fabbri ( 35 euro per 6 spettacoli), la promozione – in collaborazione con l’Università – di un protocollo per limitare al massimo gli affitti in nero e la tariffa fissa di 3.50 € al Cinema Saffi per gli studenti.

Da parte degli studenti, molti i temi chiave portati all’attenzione dell’amministrazione comunale: l’assenza di luoghi aggregativi studenteschi, la mancanza di sedi per le diverse associazioni e l’immancabile problema del “rumore” notturno, ormai una costante nell’interazione tra (alcuni) forlivesi e gli studenti. Ancora, la frammentazione delle notizie e la difficoltà di comunicare efficacemente con tutta la popolazione universitaria rappresenta un’altra problematica significativa.

Come Interassociativo, in particolare, abbiamo segnalato l’insufficienza del numero di aule e di spazi dedicati allo studio (gli iscritti a Forlì sono più di 5600, i posti studio meno di 700), lo stallo riguardo i servizi medico-sanitari per gli studenti fuorisede (aggravato da alcune peculiarità della città di Forlì) ed infine la scarsità dei collegamenti all’interno della città, in particolare tra punti fondamentali come la stazione, la scuola di ingegneria e l’ospedale/pronto soccorso (impossibili da raggiungere con i mezzi pubblici, di sera).

La richiesta implicita è stata quella di cooperare sia con le associazioni studentesche che con il Campus di Forlì al fine di risolvere al più presto queste problematiche (per un quadro più chiaro della situazione, vedere Aule Studio e Medico Fuorisede).

Consapevoli delle difficoltà che quotidianamente gli studenti, in particolare quelli fuorisede, affrontano, crediamo che muoversi verso una maggiore collaborazione tra studenti universitari, cittadinanza e istituzioni sia di fondamentale importanza per rendere Forlì una città che sappia valorizzare la presenza di noi universitari (e non solo). Auspichiamo inoltre che il dialogo con le altre associazioni possa proseguire, in modo che occasioni di incontro come questa non rimangano un evento isolato ma siano piuttosto una costante nel tempo.

L’idea di fondo espressa dalla nuova amministrazione comunale è quella di evitare la creazione di ”un campus avulso dal contesto cittadino”, intercettando gli universitari, ascoltandoli e coinvolgendoli nella progettazione di nuove idee e nella risoluzione dei problemi. Si è trattato del primo incontro ufficiale, che auspichiamo possa diventare un Tavolo Aperto con appuntamenti regolari, l’unico modo per confrontarsi, dialogare e soprattutto trovare risposte e soluzioni concrete e condivise. Ci auguriamo che i fatti seguano alle parole, come non sempre – negli ultimi anni – è accaduto.

Per collaborare, per proposte, segnalazioni o idee scrivici a interassociativo@gmail.com

A lezione di statistica

Negli ultimi giorni abbiamo fatto un giro al Teaching Hub e tra gli uffici di Scienze Politiche per capire qualcosa in più riguardo ai problemi di capienza delle aule del nuovo stabile. In particolare, abbiamo sbirciato la lezione di statistica, per verificare se ci fossero posti a sedere per tutti. C’erano, assieme a una ventina di sedie libere.

Questo non vuol dire che al Campus tutto vada a gonfie vele. Alcuni studenti, al contrario di altri, hanno segnalato diversi problemi ai rappresentanti (di Campus e del Corso di Laurea triennale SID) legati soprattutto alla qualità della didattica del nuovo stabile.

Per quanto riguarda il corso “incriminato”, statistica, ci è stato riferito dagli uffici competenti e dai prof che vi è stata solo una segnalazione per problemi di capienza (cc 20 posti in meno del necessario), in seguito alla quale la lezione è stata spostata. Nessuna lamentela è stata ricevuta dopo questo spostamento. Rispetto a questo episodio, né i rappresentanti del Corso di Laurea L SID, né i rappresentanti di Campus sono stati avvisati dei disagi avvertiti a lezione (neppure dopo esplicita richiesta). Forse i giornali sono più simpatici dei rappresentanti… Abbiamo invece ricevuto segnalazioni su problemi di capienza delle aule durante un parziale del tutoriale di diritto costituzionale.

Tornando al theaching hub, ci è stato segnalato che nelle aule più grandi, per gli studenti seduti nel secondo e terzo blocco di banchi, è quasi impossibile riuscire a leggere il materiale mandato sullo schermo dal proiettore. Inoltre, ci sono stati riferiti problemi legati all’impianto di amplificazione (che non sembra funzionare sempre a dovere), e a perdite di tempo dovute alle acrobazie “necessarie” per riuscire a proiettare slides in modo leggibile durante la lezione. In altre parole, sembra che tutta la strumentazione tecnica sia (ancora) in fase di rodaggio.

Perché invece non è stato aperto un collegamento diretto tra il Teaching Hub e il resto del Campus? Non si sa, anche se molto probabilmente si può spiegare con un semplice (e poco sorprendente) ritardo sulla tabella di marcia dei lavori. Durante l’ultimo consiglio di Campus, tenuto a giugno scorso, l’apertura di questo collegamento era stato garantito ai membri del Consiglio stesso e ai rappresentanti degli studenti.

C’è infine un’altra questione importante. Sembrerebbe che ad oggi non vi siano reali problemi di capienza nel Teaching Hub; ma cosa succederà – date le iscrizioni sempre in aumento – quando le aule più grandi non saranno più sufficienti? Abbiamo posto questa domanda innumerevoli volte lo scorso anno e abbiamo ricevuto come risposta la possibilità, da parte del Campus, di mettere a disposizione un’aula in collegamento audiovisivo.

La stessa risposta è stata data quando sono stati sollevati dei dubbi riguardo lo svolgimento della cerimonia di laurea di un master, sempre tenutasi nell’ex aula magna visto l’alto numero dei partecipanti. Non è stato possibile, in quest’ultimo caso, trovare un’alternativa altra al collegamento audio-video. I laureandi hanno dovuto scegliere quattro persone che potessero assistere alla proclamazione “live”, e accompagnare gli altri ospiti in una seconda aula. Alla fine però i tecnici dell’UniBo non sono riusciti a far partire la videoconferenza e tutti si sono trasferiti nell’aula principale. E’ successo durante una cerimonia di laurea. E’ successo l’anno scorso durante diverse sedute degli organi dell’UniBo (e i rappresentanti hanno perso riunioni o gran parte di esse). E se succedesse durante le lezioni?

Riporteremo tutto quanto ci è stato segnalato e richiesto dagli studenti in seno ai consigli competenti, pubblicando non appena possibile eventuali informazioni o chiarimenti, in linea con quanto fatto fino ad ora. Sono già stati richiesti alcuni incontri con diverse figure chiave. Continueremo, come fatto per tutto lo scorso anno, a esprimere pareri fortemente negativi su ogni soluzione ai problemi di capienza che possa diminuire la qualità della didattica al Campus di Forlì.

I rappresentanti Interassociativo

Anno Nuovo Storie Vecchie

Pubblichiamo, prima di ripartire con regolari aggiornamenti sul Campus & affini, un paio di cose utili nel concreto. Per capire che aria tira in questa città.

Hot topics di inizio anno

Prime impressioni a caldo sul Tref.. Teaching Hub degli studenti, durante i test d’ingresso per la ex Sslmit: ( dal Resto del Carlino edizione cartacea di Venerdì 5 Settembre 2014)

Campus

Altri pareri sul nuovo stabile del Campus (per l’articolo intero vedere QUI – interessanti anche i commenti di alcuni lettori):

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Quelli ufficiali e la (triste) novità sulla mensa, neanche troppo sorprendente ( dal Resto del Carlino edizione cartacea di Venerdì 5 Settembre 2014):

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Inoltre, il benvenuto di alcuni cittadini forlivesi all’apertura del…Teaching Hub (clicca QUI) :

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NB: I rappresentanti di Interassociativo, tra i quali in particolare i rappresentanti di Campus e del Consiglio di Corso di Laurea triennale SID, monitorano la situazione relativa ai trasferimenti nel nuovo stabile Teaching Hub e stanno già raccogliendo varie segnalazioni a riguardo.

Verranno tenute in considerazione, in seguito a verifica, le segnalazioni apparse nei media online ed evidenziate dal Sindacato Unione degli Universitari Forlì. Invitiamo tutti gli studenti a segnalare eventuali criticità, problematiche (o idee e soluzioni), utilizzando i canali di rappresentanza universitaria. Questi sono strumenti utili e necessari proprio in situazioni del genere. Ricordiamo inoltre che i nomi dei rappresentanti sono visibili su tutti i mini-siti dei Corsi UniBo e dei vari organi competenti.

L’indirizzo mail al quale segnalare eventuali problematiche è interassociativo@gmail.com. E’ possibile utilizzare anche il profilo fb Interassociativo Forlì o il gruppo fb SOS #CampusForlì

Alleghiamo nel frattempo due file, a) FAQ rappresentanza studentesca di Interassociativo e b) il Vademecum per l’assistenza sanitaria, scaricabili gratuitamente sia sul nostro blog che sul profilo facebook:

faq interassmedico

I ragazzi/e di Interassociativo.

#laforlìchevorrei

In vista dell’evento di venerdì 27 in Piazza Saffi, #laforlìchevorrei, ho avuto modo di incontrare Aurelia, fuori-sede da un anno a Forlì. Aurelia è membro attivo nell’associazione il Pane e le Rose, associazione culturale che organizza da anni eventi e attività, costituita per la maggiore da studenti universitari e promotrice dell’evento.

#LaForlìCheVorrei è un progetto pensato all’interno dell’iniziativa “Impazza la Piazza”, promosso dal comune di Forlì per animare letteralmente centro storico forlivese e piazza Saffi in particolare. Intervisto Aurelia mentre gli altri ragazzi dell’associazione preparano cartelloni, colorano scritte e scrivono il programma.

#LaForlìcheVorrei. Da dove nasce l’idea? Penso sia al significato del nome che dell’iniziativa che promuovete.

#Laforlìchevorrei nasce in seguito al nostro trasferimento, a metà Aprile, da via dei Filergiti a galleria Vittoria (la nostra attuale sede). E stato un trasferimento di cui non si è potuto fare a meno, a seguito di alcune lamentele del vicinato. Abbiamo riflettuto su quanto accaduto e abbiamo pensato che Forlì ha bisogno di svegliarsi, e consapevoli del fatto che una parte di città che vuole vivere Forlì in modo diverso esiste, non come se fosse un dormitorio, abbiamo deciso di organizzare quest’evento. Con l’obbiettivo di far comprendere l’importanza di un ambiente culturale dinamico, del confronto e dell’aggregazione cittadina.

Parli di qualcosa che va oltre una sola serata?

Si, certo, l”abbiamo sempre pensato come un processo evolutivo. Crediamo che Forlì abbia le potenzialità per crescere grazie al suo essere estremamente eterogenea, e se solo ci fosse desiderio e sostegno di tutta la cittadinanza sarebbe possibile vivere la città, e centro storico, come un luogo di sperimentazione sociale, di costruzione della comunità. La piazza da sempre è un luogo di scambio e di interazione sociale ed così che la immaginiamo, un reale punto di incontro per chi la vivono quotidianamente.

Tra le attività di venerdì sera leggevo Jam session e concerto, gioco dell’oca per universitari, aperitandem, ciclofficina free of charge. Giochi come la corsa con i sacchi, i cruciverba. Sono invitati anche i bimbi?

Per i giochi puntiamo su di loro, sicuramente sono i primi a cui ci rivolgiamo ma sappiamo anche che qualche adulto non disdegnerà!!

Scherzi a parte, le attività di domani sera coinvolgono potenzialmente tutti i principali “abitanti” del centro storico: universitari fuorisede, cittadini non italiani e residenti forlivesi. Senza contare appunto i bimbi e le famiglie in generale, i giovani e gli studenti delle superiori. Pensi avverrà davvero?

Sono molto positiva, è un iniziativa grandiosa che coinvolge tutte le sfere sociali. Perché non andarci? Credo che in un centro piccolo come questo sia innaturale non essere uniti e complici. Proprio per questo credo che questa iniziativa possa essere il primo tassello per cercare un’integrazione culturale e intellettuale di cui parlavo prima. Ci stiamo muovendo nella direzione giusta e sicuramente non siamo da soli!

Ci sono numerose associazioni sia culturali che universitarie e cittadine coinvolte nelle attività di venerdì sera. Pensi che ci sia o stia emergendo uno spirito positivo di collaborazione e dialogo tra il mondo universitario e il resto della cittadinanza?

Tra il mondo universitario in particolare e la cittadinanza c’è molto su cui lavorare, ma credo che una parte di Forlì, quella delle associazioni culturali, dell’università e da diversi cittadini, abbia il desiderio di apportare un cambiamento e una visione positiva della questione. E’ necessario che si trovi un nuovo metodo per una giusta convivenza, che passi dal rispetto e dalla tolleranza, e tutto il resto avverrà in maniera più che naturale; i mezzi ci sono, basta sfruttarli.

L’obbiettivo Aperitandem.

L’aperitandem è un approccio diverso, più diretto e forse più genuino di altri, a diverse culture e lingue. Abbiamo coinvolto ragazzi che provengono da altre zone d’Europa tramite progetti di mobilità internazionale, quindi domani sarà possibile fare due chiacchere con madrelingua (di più lingue). Abbiamo anche pensato che gli studenti internazionali non sono gli unici stranieri a Forlì, ma che ci sono persone qui ormai da tanto tempo per motivi di lavoro. Vengono dall’Africa o Medio Oriente, per citare dei nomi. Perché non coinvolgere anche i loro? Parlano più lingue di noi e fanno parte di questa città. Meglio di così?

La Forlì che vorresti tu? Com’è?

E’ una città a misura di diversità, una città più tollerante verso chi è più vivace, più comprensiva ed accogliente; una città che abiti gli spazi aperti e che li lasci vivere serenamente anche a chi non è nato lì, a chi è di passaggio e a chi arriverà. La Forlì che vorrei è tutto questo ma anche altro ancora, è un percorso di crescita della città che è necessario pensare e disegnare insieme.

 

Forlì, 26 giugno

Interassociativo

CampusForlì #1 Report-fotografia & Trefolo

Il giorno 17 Giugno 2014 si è svolto il Consiglio del Campus di Forlì. La riunione è stata lunga ma tenuta in un clima piuttosto disteso, nonostante siano emerse diverse criticità (con riferimento ai trasferimenti previsti a settembre).

Durante il Consiglio l’attenzione si è concentrata principalmente su due aspetti. Primo, il report di monitoraggio del Campus, una sorta di report- fotografia sullo stato attuale del Campus di Forlì (che è stato redatto/è in via di scrittura) in tutti i campus dell’Ateneo. I rappresentanti degli studenti sono stati attivamente coinvolti nella fase precedente alla stesura del rapporto: è stato richiesto un documento che presentasse segnalazioni e “buoni propositi di cambiamento” direttamente dagli studenti. Il contributo, presentato durante la seduta al Consiglio e condiviso con lo stesso, è stato tenuto in considerazione dalle figure chiave coinvolte e in parte riportato nel documento ufficiale (clicca QUI per maggiori info).

L’altro aspetto sul quale si è concentrato il Consiglio di Campus, al quale ha partecipato anche l’Ingegnere responsabile per UniBo, sono i trasferimenti previsti verso il Trefolo tra settembre e ottobre 2014. Per la prima volta le planimetrie e le piantine della nuova struttura sono state presentate al Consiglio (ma non ancora fornite ai membri). La situazione risulta stazionaria per Economia e Scienze Politiche, che si trasferiscono a sett/ottobre nel Trefolo, mentre è precaria riguardo la Sslmit (vi sono poche e confuse informazioni). Durante il Consiglio abbiamo avuto modo di apprendere che nel Trefolo vi sarà un banco informativo, degli armadietti, alcuni schermi informativi sulle lezioni e uno spazio attrezzato con le macchinette. Nessuna notizia sulla Mensa, se non che dipende da Er-Go.

E’ stata inoltre rinnovata per un altro anno la convenzione che permette di tenere aperte le aule studio in Via Valverde, gestite dall’Associazione Universitaria Koiné Onlus, che ogni anno rischiano la chiusura per mancanza di finanziamenti.  Inoltre, sono stati segnalati al Consiglio la necessità di maggiori spazi per lo studio e per attività di associazionismo presso il Campus di Forlì, la necessità di una maggiore qualità della linea Wifi di Ateneo, la necessità di agevolazioni per spostamenti verso/da Bologna e una maggiore cooperazione tra le Scuole nell’organizzazione di iniziative interdisciplinari e trasversali ai singoli CdL.

 

I Rappresentanti Interassociativo

#campusforlì – mini aggiornamenti

In occasione del Consiglio di Campus   del 17 Giugno, ricco di nuove informazioni e decisioni e a proposito del quale saranno disponibili aggiornamenti a breve, è stato consegnato al Consiglio un documento redatto dalla rappresentanza riguardo la situazione generale del Campus di Forlì .

Per usare altre parole,  abbiamo redatto un commento dettagliato e articolato sullo stato dei servizi, dei “disservizi”, delle necessità presenti e delle idee, proposte e suggerimenti sul campus di Forlì.  Si ringraziano tutti gli studenti che hanno partecipato alla stesura del report e coloro i quali ci hanno inviato segnalazioni e proposte. Ecco alcuni estratti del documento, che sarà presto disponibile online in versione integrale e aggiornata (tenendo conto degli sviluppi emersi e il documento finale redatto e approvato in consiglio).

 

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Iniziative & feste #CampusForlì

 

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Wifi – Malfunzionamento rete di ateneo

 

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Spazi studenti e Parco del Campus

 

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Medico & Prevenzione

 

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Miglioramento Cerimonie di Lauree

 

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Internalizzazione

 

Stiamo lavorando per arricchire il documento fino ad ora steso, in modo da poter integrare le riflessioni emerse in seguito all’ultimo Consiglio di Campus e quanto ci verrà segnalato nei prossimi giorni da studenti e rappresentanti dei vari corsi di laurea con sede a Forlì.

I Rappresentanti Interassociativo

Evoluzioni forlivesi

Online il nuovo numero di Schegge,

Qui Ruffeelings in anteprima,                                                                                                                                                                                                 [con qualche info sulla Scuola di Scienze Politiche, Vice-Presidenza di Forlì]

 

ruffeelingsgiugno

“Ciò che hai sempre voluto da una festa, ma che non hai mai osato chiedere.”

Per anni mi sono chiesta cosa fosse la Tempesta Ormonale, quella festa un po’ misteriosa di cui tutti parlavano ricostruendo pezzi di ricordi sfuocati. La stessa che secondo molti non avrei mai potuto vedere in futuro. “Chissà”, pensavo “sarei voluta esserci”. In vista del suo imminente ritorno, tra tre soli giorni, ho avuto modo di intervistare Matteo Lolletti, tra i più esperti in materia nel panorama italiano e romagnolo. 

Lolletti ha visto arrivare l’università a Forlì, nascere Koinè e ha organizzato la Tempesta Ormonale per più di dieci anni. In occasione dei #20ditempesta, suonerà alla Tempesta Ormonale questo venerdì sera. In un blog che si pone l’obbiettivo di informare gli universitari del Campus forlivese, abbiamo pensato che non potesse mancare un’intervista con lui. 

“Ma la Tempesta, la Tempesta Ormonale te la sei persa, e non sai cosa ti sei persa” mi sentivo ripetere sempre nelle serate forlivesi del primo anno. Quindi, in poche parole, cosa mi sono persa?

Ti sei persa LA festa. La Tempesta era l’evento, l’aspettavi per un anno, era il rito, il passaggio, il cambiamento, l’incontro, c’era un’alchimia particolare… Ha cambiato il modo stesso di intendere le feste, perché era una festa fatta da universitari che un giorno si erano alzati e avevano detto: “ sai cosa c’è? Adesso facciamo basta con le feste per gli universitari, in cui ci derubano, e facciamo la festa degli universitari”. Era la festa in cui si univano la città (almeno una parte, perché l’altra parte odiava la festa nonostante in 14 anni non sia mai accaduto nulla di grave) e il mondo universitario, la festa per la quale le persone tornavano a Forlì, anche solo per una notte, anche da oltreoceano, prenotando aerei e prendendosi le ferie, saltando gli esami, abbandonando matrimoni, mentendo sull’età, attraversando fiumi a nuoto (e non scherzo)… sì, succedevano molte cose durante quella notte…

La Tempesta Ormonale ritorna l’anno dei venti di Koiné, e sarà una serata nel bel mezzo di un bosco con quattro piste, diciotto generi musicali diversi e un altro pezzo di bosco al centro delle piste. Tu suoni.

Sì, suono, ed è strano. Perché vedi mi sono occupato della festa per più di dieci anni, come responsabile organizzativo, e la nostra regola allora era che nessuno di Koiné suonasse alle feste di Koiné, per cui non ho mai fatto il dj alla Tempesta Ormonale. Ma i ragazzi dell’Associazione hanno voluto farmi questo regalo, perché 20 anni fa io c’ero, quando tutto questo è cominciato, e non posso che ringraziarli per avermi invitato.

La tempesta in tre aggettivi?

E difficile, sai perché? Perché di Tempeste, da avventore puro, ne avrò fatte due se non una. I primi aggettivi che mi vengono in mente riguardano il lavoro folle, matto, disperatissimo che c’era dietro alla festa a partire da mesi e mesi prima. Però ci provo: coraggiosa, rivoluzionaria, epica.

Si può dire il perché di questo nome?

No, non si può. Il segreto è custodito in una vecchia cassaforte nella sede storica di Koiné; vedi, è un po’ come la festa: anche ai miei tempi si diceva che alla Tempesta bisognava andarci, per capirla, che non si poteva spiegare…

Penso ai sette anni senza Tempesta.

Sono tanti, troppi, ma è un dato significativo per la città. Noi eravamo dei visionari allora, Forlì – a metà degli anni ’90 – sembrava una capitale europea, soprattutto in rapporto al nulla che c’era stato prima dell’arrivo dell’Università; ha continuato a essere viva e vitale, pur con enormi difficoltà, fino all’inizio del nuovo millennio. Poi, neanche troppo gradualmente, ha cominciato a spegnersi, c’è stata la riforma, le generazioni sono cambiate, è arrivata la repressione. In questo contesto riuscire a fare la Tempesta è stato sempre più difficile…

Cos’è la tempesta, per Forlì?

Per Forlì la Tempesta era un’occasione: per qualcuno per riunirsi in preghiera contro le forze del demonio (giuro), per altri per vivere una notte particolare in una città finalmente normale, in cui i giovani facevano i giovani, si incontravano, ballavano e si divertivano in una festa enorme.

Perché quello era, alla fine: una festa enorme, con migliaia di persone che si divertivano. Per anni, dico sul serio, Forlì è stata la città della Tempesta Ormonale. Penso possa essere ancora così.

E per l’associazione Koiné?

Per Koiné, ai miei tempi, l’incasso della Tempesta rappresentava la possibilità di fare progetti, creare iniziative, realizzare servizi agli studenti che ora sembrano scontati ma che allora non c’erano, perché l’università era giovane e ingenua e povera.

Ed era anche la nostra risposta a una città che si poneva in maniera ostile rispetto agli universitari, che li considerava solo un indotto economico, senza essere in grado di assumersi anche gli oneri di essere una città universitaria. E invece alla Tempesta, alla faccia di chi ci voleva male, partecipava anche tutta quella Forlì – ed era numericamente molto rilevante – che all’università voleva bene, che era felice che ci fosse, che testimoniava un’integrazione.

Cinque anni fa guardavo le foto della serata un po’ invidiosa per non esserci mai stata. Oggi Forlì è ricoperta di volantini con uno spermino in primo piano e la tempesta è tra tre giorni. la speranza è sempre l’ultima a morire. Si riparte?

Lo spero. Non faccio più parte di Koiné da anni, la Tempesta è cambiata, è diversa, e a tal proposito, avendola organizzata per più di dieci anni, posso dire che il modo in cui è realizzata quest’anno è l’unico possibile per farla ripartire. Anche Forlì è cambiata ed è molto diversa, ma quel riflusso che ho notato negli ultimi anni mi sembra si sia finalmente esaurito e ci sia un’inversione di tendenza, netta, dovuta a tanti fattori che sarebbe lunghissimo adesso elencare.

Rivedere il logo della Tempesta fa un effetto particolare, certo, ma allora come oggi credo che l’importante sia, per gli universitari, riprendersi i propri spazi, il proprio destino, la propria storia, senza demandare ad altri, consapevoli del proprio status e della propria forza.
Passa di lì, secondo me, la speranza.

Negli ultimi giorni (anche della magistrale, ndr) mi sono ritrovata a spiegare cosa sia la Tempesta Ormonale. Potresti aiutarmi in questa piccola impresa?

La Tempesta è ciò che hai sempre voluto da una festa, ma che non hai mai osato chiedere.

Una serata nel bosco lontano da una città. Musica e natura.

Quando facemmo la Tempesta l’idea era quella di un luogo nostro, un luogo in cui stare bene, in cui ci fossero solo le persone che volevano esserci, non c’era l’idea di una chiusura.

C’era l’idea di un contesto accogliente, in cui potevi scegliere cosa fare e che serata passare, unita all’idea di ciò che allora – ma credo anche oggi – era il vero elemento che non poteva mancare, ossia la musica. Poi sì, è ovvio, non raccontiamocela troppo, hai vent’anni e hai voglia di divertirti, di bere, di incontrare persone e alla Tempesta la bolgia c’era, visto che venivano migliaia di persone da tutta Italia…

Due o tre dritte per venerdì sera?

Noi avevamo un bar grande mezzo campo da calcio, avevamo migliaia di litri di birra e di vino, un parco enorme, una sicurezza imponente, navette a rotazione continua, dj e musica fino a mattina, venivano migliaia di persone e, ovviamente, qualche testa di [biiip] c’era sempre.

Ma l’assunto di base era che ognuno poteva fare ciò che voleva a patto che non desse fastidio agli altri e li rispettasse.                                                                                                    Così dovrebbe funzionare.

 

 

 

 

Forlì, 3 giugno 2014

E.E

Sslmit e Campus in 3 punti

Abbiamo avuto modo di apprendere le preoccupazioni degli studenti della Ex-Sslmit riguardo ai trasferimenti previsti all’interno del campus universitario di Forlì, più precisamente riguardo il Trefolo e il Labterm.

Abbiamo inoltre partecipato a una riunione informativa presso la sede della Scuola, incontrando e ascoltando le diverse (e numerose) domande degli studenti. Nonostante questo abbiamo pensato fosse utile fare un punto della situazione che vi proponiamo sotto forma delle domande che più spesso ci sono state poste dagli studenti della Sslmit:

1. Quando e dove sarà spostata l’ ex-Sslmit?

Il trasferimento era previsto per l’inizio del prossimo anno accademico: dalle informazioni in nostro possesso (reperite in sede ufficiale) era previsto infatti uno spostamento di tutte le attività che ora si svolgono in palazzo Becchi tra l’edificio del Trefolo e quello di pneumo.

Tuttavia, probabilmente per (i non sorprendenti) problemi di capienza e di tempi di organizzazione dei trasferimenti, sembra che al momento l’idea preponderante sia quella di spostare la Sslimit solo parzialmente su Pneumo e Trefolo: palazzo Montanari rimarrà a disposizione della scuola, come sembra ancora valere per Palazzo Becchi: questa è una novità, che non abbiamo sentito in via ufficiale.

Dalle informazioni di cui siamo in possesso, possiamo prevedere due scenari possibili sul futuro della Ex-Sslmit. Nel primo sia Montanari che Becchi restano e si aggiungono alcuni locali di pneumo e qualche aula al trefolo, compresi laboratori informatici e cabine.

Nel secondo scenario, invece, la didattica sarebbe ripartita tra Montanari, il Trefolo e il padiglione di Pneumo interamente destinato alla Sslimit. Pare che l’asilo verrà spostato altrove e l’edificio ristrutturato con modalità e tempistiche che rimangono (ancora) indefinite. In questo caso Palazzo Becchi non resterebbe a disposizione della sede della Scuola il prossimo anno accademico. Ci interroghiamo se questo secondo scenario sia realistico, vista la data odierna e i tempi necessari per i traslochi e la ristrutturazione/adeguamento dei locali di Pneumo (che per adesso ospita anche un asilo nido).

2. Ci saranno aule attrezzate con cabine di interpretazione nei nuovi locali (per quando palazzo Becchi verra dismesso)?

Le cabine ci saranno, e, come assicurato più volte sia dai responsabili del Campus e della Sede della Scuola, verrà certamente trovata una soluzione a riguardo nel caso in cui dovessero presentarsi degli imprevisti.

Secondo le ultime informazioni in nostro possesso, le aule per la didattica con le cabine di interpretazione saranno situate nel padiglione di pneumologia. Nel Trefolo, invece, ci sarà un’aula molto grande – che dovrebbe sostituire l’Aula Magna di Oberdan – dove saranno presenti delle cabine per eventi e conferenze, non esclusivamente dedicate alla didattica.

Tuttavia, è necessario segnalare la nostra difficoltà di capire dove le cabine saranno realizzate e in che numero.

3. Vi saranno laboratori informatici riservati agli studenti SSLMIT o computer disponibili per lo studio individuale nelle nuove strutture?

Dato che palazzo Montanari non verrà dismesso a breve, il laboratorio al primo piano rimarrà a disposizione degli studenti, con tutti i programmi necessari per la didattica Sslmit. Stesso discorso per la sala lettura al secondo piano e l’aula del LabTerm.

Non è stata palesata, invece, l’intenzione o il progetto di attrezzare i tubi del trefolo con computer dotati dei software specifici necessari agli studenti Sslimit. Con lo spostamento di parte della didattica nel Campus universitario, però, è probabile che un numero più alto di studenti usufruirà del LABIC rispetto ai laboratori presenti a Montanari.

Ricordiamo che gli studenti del Campus di Forlì sono circa 5630 e le postazioni disponibili al Labic 170. I posti studio individuali previsti l’anno prossimo sono circa 420, in linea con quelli disponibili oggi.

Con l’apertura del Trefolo non vi sarà, dunque, un aumento nel numero dei posti studio ma delle aree (speriamo) a disposizione degli studenti posizionate nei tre tubi della struttura.

Quelle che seguono invece sono le domande che abbiamo raccolto e a cui però, come rappresentanti, non abbiamo saputo rispondere. Al momento ci stiamo impegnando a raccogliere nuove informazioni in proposito tra le figure chiave all’interno del Campus.

  • Come verranno distribuite le lezioni dei vari corsi di laurea tra le diverse sedi? Quali aule sostituiranno l’aula Magna e l’aula Mediani? Cambieranno i blocchi delle lezioni?
  • Nel Trefolo ci saranno tecnici disponibili a risolvere eventuali problemi nelle vicinanze delle aule?
  • Dove saranno gli studi dei professori? E l’ufficio Erasmus Sslmit?
  • Dove si terranno le proclamazioni di laurea e i test d’ingresso, vista la dismissione di Magna e Mazzini?
  • Se la mensa sarà aperta sia agli studenti che alla cittadinanza, ci sarà posto per tutti? Ci sarà ancora un’aula aperta a disposizione per mangiare il pranzo portato da casa?
  • Sarà ancora possibile rimanere in università la sera per le prove del teatro organizzato dall’Associazione SSenzaLiMITi?

La rappresentanza ribadisce l’impegno di Interassociativo nel reperire maggiori informazioni e chiarimenti, specialmente in seguito alle indicazioni ricevute da studenti e rappresentanti dei corsi di laurea. Non esitate a segnalarci eventuali dubbi o punti sui quali sono necessari ulteriori chiarimenti.